Il Grecam a maggio 2016 era presente al Festival di Cuba insieme al suo fondatore Norberto Silva Itza. Lì abbiamo avuto l’opportunità di incontrare poeti e artisti di tante parti del mondo. Abbiamo vissuto un grande fermento culturale, un impulso a condividere, creare immagini, scambiare riflessioni, dar vita a pensieri pensati con la mente e con il cuore. A seguito di tutto questo è nato il desiderio di portare a Roma questa esperienza invitando alcuni poeti conosciuti a Cuba, in particolare la poetessa siriana Malak Sahioni Soufi che ha raccontato con chiarezza e passione l’irragionevole e disumana distruzione del popolo siriano, la distruzione di una civiltà intera, la distruzione stessa dell’Uomo. Le sue parole ci sono arrivate al cuore e hanno fatto nascere in noi l’urgenza di unirci all’intento di dare voce e forza alla parola schiacciata, trascendendo confini, diversità e diffidenze. Un “piccolo seme” come l’ha definito Norberto.
Così è nato il Festival internazionale della poesia Un solo mare e la parola con letture di poesie, performance, installazioni, video, interventi e testimonianze di diverse realtà sociali. Parallelamente all’evento di Roma si sono svolte tre manifestazioni organizzate dalle Associazioni Grecam di Sassari, di Cagliari e di Torino.
Viviamo in un momento storico di paura, violenza, isolamento ed eccesso di rumore e di parole; una situazione in cui ciascuno di noi è confuso, spaventato e solo. La scelta di mettere al centro la parola ha inteso restituirle il potere di racconto, di testimonianza, di evocazione. La parola che parla di vicende personali, intime, ma anche collettive, la parola che collega, si fa trama e unisce le piccole sofferenze individuali a quelle di popoli interi. La parola poetica come linguaggio universale. La parola che è sempre al servizio della vita, non della morte.
A Roma l’evento internazionale si è svolto in sei giorni, aperto a tutta la cittadinanza e ai tanti stranieri presenti sul nostro territorio. Sono state presentate l’Antologia edita dal Grecam Un solo mare e la parola e Confini di Sale di Malak Sahioni Soufi con la partecipazione di Malak e di alcuni dei poeti delle varie parti del mondo che hanno contribuito con i loro versi alla realizzazione delle due opere.
28-29-30 aprile 2017: Complesso Monumentale dell’Acquario Romano “La Grande Piazza”
Lo spazio dell’evento, immaginato come una Grande Piazza per accogliere artisti, poeti, visitatori, ha ospitato un’installazione che si è sviluppata sui due piani della grande superficie dell’Acquario. Agli interventi dei relatori si sono alternati momenti di lettura delle poesie nelle diverse lingue, video, canti e performance di danza. Un viaggio poetico tra elementi reali e simbolici uniti a raccontare, attraverso immagini, oggetti, suggestioni, simboli, parole, movimento, il diritto alla vita di uomini e popoli.
1-2-3 maggio 2017: “Gli incontri di poesia”
Abbiamo scelto piazze piccole e silenziose dense di storia, chiostri di chiese e angoli di vestigia antiche, capaci di raccogliere e restituire il suono della parola poetica, per portare la poesia fuori dalle mura dell’evento. Per tre giorni abbiamo accolto amici, spettatori e passanti occasionali per ascoltare poesie in una successione di happening preparati o improvvisati, con accompagnamento di musica dal vivo e canti.
Tutti questi sono i fili che nelle diverse giornate dell’evento hanno composto una trama sottile, come un ricamo, unendo le differenti voci dei poeti latino americani con i versi sui rifugiati del Mediterraneo, le opere di artisti plastici con le immagini, la parola cantata e la musica, in un solo mare.
Sarà vero
che la parola
potrà cancellare
tutte le forze distruttive?
Prevarrà sulla pazzia,
sul dolore,
sulle immagini brillanti e vuote
dell’uomo lampadina?
Si trasformerà – infine –
in un canto che unisca,
nord e sud,
est e ovest,
nero e bianco?
Sarà vero che la parola vola?
Sarà?I frammenti di poesia sono del libro COME GRANELLI DI SABBIA di Norberto Silva Itza

